Il capitale umano

I team operativi organizzati e armonici sono la chiave per l'efficienza

Abbiamo affrontato nelle nostre trattazioni precedenti dei temi importanti per la logistica come la gestione delle scorte e l’organizzazione del magazzino, ma non possiamo tralasciare di analizzare un altro elemento essenziale per qualsiasi azienda: la gestione dei team operativi.

 

Comprendere il funzionamento di un gruppo di lavoro, conoscerne i meccanismi virtuosi o viziosi, le dinamiche in essere al suo interno, sono requisiti essenziali per consentire una gestione ottimizzata dei gruppi di lavoro. Nel tempo si è verificata una trasformazione dell’approccio aziendale alla gestione delle risorse umane: passando da una visione basata esclusivamente sulla motivazione attraverso incentivi a livello economico, ad una prospettiva più ampia in cui l’azienda investe sulla formazione, sulla valorizzazione delle competenze e capacità individuali che vanno a sfociare di ritorno nel benessere non solo del dipendente ma dell’azienda stessa.

Gli effort relativi all’ottimizzazione dei processi, la razionalizzazione del layout di magazzino, la standardizzazione delle procedure, se messi in atto senza provvedere ad una corretta e continua formazione e sensibilizzazione degli operatori coinvolti, rischiano di inficiare una consistente fetta del lavoro svolto. 

 

Non si tratta solamente di formare gli operatori sul corretto utilizzo degli strumenti a loro disposizione per evitare che vengano messi in atto processi ridondanti o ne venga fatto un utilizzo improprio: è auspicabile consultare direttamente gli operatori coinvolti in un processo per individuarne le criticità e vagliare l’efficacia delle possibili soluzioni.

Conoscere i punti di forza e le debolezze dei componenti del team e saperli combinare e mettere a frutto è di cruciale importanza per la riuscita di un progetto o il conseguimento di un obiettivo, è quindi importante individuare e favorire all’interno dei diversi team la presenza di figure in grado di promuovere le sinergie, far circolare le informazioni promuovendo la comunicazione, dissipare i conflitti ed incentivare la collaborazione ed il confronto tra i membri del gruppo motivandolo a raggiungere un traguardo condiviso.

 

Questo nuovo approccio centrato su partecipazione attiva e motivazione del team comincia a definirsi già a partire dalla metà degli anni ‘90, quando è stato sviluppato il cosiddetto metodo Agile.

Applicato inizialmente a team di software development, viene ormai apprezzato ed utilizzato in aziende di ogni ambito. Tra i suoi principi fondanti vi è appunto la valorizzazione dell’individuo e delle sue interazioni nel gruppo, la responsabilizzazione del singolo per il raggiungimento di un risultato comune, l’efficientazione del team e la conseguente ottimizzazione della produttività.

 

Variando la visione organizzativa da una struttura rigidamente piramidale e burocratizzata ad un insieme di gruppi suddivisi su aree di competenza specifiche ma comunque interconnessi, il componente del gruppo di lavoro è coinvolto attivamente e non più mero esecutore passivo del proprio compito: viene stimolato dal suo nuovo ruolo all’interno del progetto e si arricchisce dell’esperienza maturata mettendola a frutto per progetti a venire. Questa visione proattiva si estende ad ogni dipendente facendolo sentire parte integrante della missione aziendale e portandolo a vivere con gratificazione ogni successo conseguito dall’azienda, visto come frutto anche del proprio contributo qualificato, spezzando la visione routinaria del proprio lavoro a fronte di un’esperienza lavorativa più stimolante.

Occorre però tenere in considerazione anche gli eventuali svantaggi di questo approccio: trattandosi di una soluzione flessibile e dinamica, potrebbe non essere applicabile ad ambienti in cui vengano attuati processi rigidi e poco modificabili. Se male espletato, i benefici di ritorno possono essere piuttosto limitati e labili. Inoltre, può rivelarsi piuttosto arduo riuscire a scardinare delle vecchie abitudini saldamente radicate in favore di questo approccio. E’ anche da tenere in considerazione il rischio che, se non correttamente responsabilizzato, il team di lavoro potrebbe interpretare l’autonomia come una legittimazione a dilatare eccessivamente le tempistiche di esecuzione degli incarichi: è quindi necessario un continuo aggiornamento e monitoraggio riguardo gli obiettivi raggiunti ed un adattamento costante alle esigenze che possono essere sopraggiunte.


L’approccio Agile non è limitato esclusivamente alla gestione del personale ma è anzi un mindset molto più ampio che si estende a tutti gli aspetti dell’azienda, utilizzabile sia da startup che da imprese già consolidate: basti pensare in ambito logistico all’esempio di Amazon, nata con impostazione tradizionale ma avviata alla transizione Agile.

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